Lavoro Part-Time

Lavoro Part-Time

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Chi è da considerarsi un lavoratore part-time?

Un lavoratore a tempo parziale è quello il cui orario di lavoro ordinario, calcolato su base settimanale o in media su un periodo di impiego fino a un anno, è inferiore all'orario di impiego di un lavoratore a pieno, in sostanza, è un lavoratore con orario ridotto. 

 

A questo proposito, un datore di lavoro deve garantire il numero totale di ore a un dipendente part-time per un periodo di un anno.

Se il numero totale di ore effettuate dal dipendente part-time sono uguali o superiori a quelle di un lavoratore a tempo pieno, allora il lavoratore part-time sarà considerato come un lavoratore a tempo pieno.

 

Diritti proporzionali per il part-time

Tutti i dipendenti a tempo parziale, a prescindere dal fatto che sia o meno il loro impiego principale, non godono a pieno come per un dipendente a tempo pieno, ma su base pro-rata, calcolato sulle ore settimanali. I diritti pro quota includono bonus di legge, paghetta settimanale, giorni festivi, congedi per ferie, assenze per malattia, congedo nascita, congedo lutto, congedo matrimoniale, permesso lesioni e qualsiasi altro congedo per legge.

 

Calcolo del diritto pro-quota

Il pro-rata è calcolato con una proporzione: il numero di ore di lavoro settimanali dei dipendenti part-time per il numero di ore di lavoro di un dipendente a tempo pieno.

Esempio:

Il congedo per vacanze di un impiegato a tempo pieno che lavora 40 ore a settimana è di 192 ore. Se il lavoratore a tempo parziale lavora 15 ore alla settimana, il pro-rata ferie di diritto è di (15/40) x 192 ore  = 72 ore.

Nel caso in cui il lavoro di un dipendente part-time non segue orari regolari durante la settima, il pro-quota è calcolato in base alla media delle ore di lavoro nel corso di un periodo di 13 settimane (trimestrale: gennaio a marzo; aprile a giugno; luglio a settembre, ottobre a dicembre).

 

Sulla parità di trattamento

Se un dipendente part-time lavora più di 8 ore alla settimana e per un periodo superiore ad 1 mese, il datore di lavoro deve dare al dipendente una dichiarazione scritta, la quale mostra le condizioni di lavoro.

A un lavoratore part-time deve essere applicata la stessa tariffa oraria di un lavoratore a tempo pieno (se svolge le stesse funzioni). Questo include anche un tasso uguale di retribuzione:

1) per le ore extra di lavoro che superano le normali ore settimanali di un impiego full-time;

2) quando si lavora la domenica e nei giorni festivi, comprese le ore di lavoro ordinarie o le ore di lavoro in più rispetto al normale programma di impiegato a tempo pieno.

Un lavoratore a tempo parziale ha il diritto di partecipare alla formazione professionale, come previsto a tempo pieno.

Un lavoratore part-time è soggetto ad un periodo di prova e quando è terminato, l'informativa è resa secondo l'anzianità di servizio come previsto dalla legge.

 

Cambiamento di stato da part-time 

Il datore di lavoro è l'unico responsabile per agevolare il passaggio da part-time a tempo pieno e viceversa. Il datore di lavoro deve informare i dipendenti sulla disponibilità di lavoro part-time o sulla disponibilità di lavoro a tempo pieno all'interno del luogo di lavoro, consentendo loro di poter partecipare, fornendo le relative informazioni, alla selezione.

Un datore di lavoro non può costringere un lavoratore a tempo parziale di cambiare il suo status di lavoratore.

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